Storia di Camposampiero

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CAMPOSAMPIERO ebbe una certa importanza quale colonia romana posta lungo la via Aurelia; ma il periodo di maggior valenza fu raggiunto dopo il Mille, con il dominio dei feudatari che del luogo presero il nome.
Nel 1013 l’imperatore Enrico I aveva concesso il territorio al cavaliere Tiso che, proclamatosi vassallo del patriarca di Aquileia, fece costruire un castello e diede origine alla potente dinastia di Camposampiero.
Il sito assunse con il tempo importanza strategica, venne fortificato e difeso con terrapieni, fossati, opere in muratura; di tale complesso – in vero castello feudale – oggi rimangono le due belle torri medioevali in mattoni: la Torre dell’Orologio e la Torre della Rocca o del Municipio, oltre alla Rocca stessa, più volte ristrutturata e oggi denominata Palazzo Tiso, sede Municipale.
I lunghi anni di guerre e scorrerie di eserciti guelfi e ghibellini terminarono nel 1405 con la caduta della signoria Carrarese per opera della Serenissima; il dominio di Venezia portò a tutto il territorio bonifiche fondiarie ed un miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni.
Un ultimo saccheggio Camposampiero lo subì nel 1512 per opera da Massimiliano d’Austria e dei collegati della lega di Cambrai che avevano mosso guerra alla Repubblica Veneta: Poi il borgo perse la sua importanza militare e nel tempo castello e fortificazioni vennero smantellate.
Sorsero numerose le belle Ville Patrizie: Querini, Gritti, Barbarigo… e la campagna si arricchì di ordinati rustici dagli ampi portici.

CITTA’ ANTONIANA

Il nome di Camposampiero è legato alla presenza di S. Antonio che soggiornò qui nel 1231, invitato dal conte Tiso per un periodo di meditazione e riposo. Il patrimonio artistico religioso, meta di pellegrinaggi sono il Santuario del Noce, pregevole ciclo di affreschi illustrano i miracoli del Santo, dipinti da Girolamo Tessari e una bella tela di S. Antonio che predica dall’albero di noce, opera del veronese Bonifacio Pitati; la tradizione vuole che il santuario sia stato costruito nel luogo dove cresceva l’albero dal quale il Santo parlava ai fedeli. I pellegrini sono poi attratti dal Santuario di S. Giovanni Battista, ricostruito nel 1906 e affiancato dalla Cella della Visone, celletta del convento dei Frati Francescani dove il Santo si ritirava a pregare e riposare e nella quale ebbe la visione del Bambino Gesù. Una pala di Andrea da Murano reca l’effigie di Antonio.
La chiesa parrocchiale di SAN PIETRO progettata da Antonio Beni e che in quanto a dimensioni può essere considerata il duomo della città, costruita per volere dell’allora parroco Mons. Luigi Rostirola è costituita da una navata unica, conserva opere d’arte risalenti al Settecento e una pala del Cinquecento e due dipinti di Sebastiano Santi, risalenti all’Ottocento.
La chiesa parrocchiale di SAN MARCO EVANGELISTA risalente al XII secolo sono custoditi affreschi attribuiti a Gerolamo del Santo.

CASTELLO FEUDALE

Attualmente il castello feudale di Camposampiero ospita la sede dell’amministrazione comunale anticamente ospitava la sede feudale e le carceri. E’ possibile ammirare la torre dell’orologio a pochi metri dal castello.

ORATORIO DELLA MADONNA DELLA SALUTE

L’oratorio, originalmente oratorio “di San Giacomo”, oggi “Della Madonna della Salute” è stato costruito dalla famiglia Querini nel 1406.
Con lo scoppio dell’epidemia di colera del 1836, per voto unanime della popolazione del paese, l’oratorio venne dedicato alla Madonna della Salute. Il ricordo della funzione dell’ultima domenica di luglio dello stesso anno, con la quale la chiesa venne dedicata alla Madonna supplicando la liberazione del contagio, è vivo ancora oggi nella tradizione popolare. Sempre la tradizione sostiene che la Madonna non fu sorda a questa supplica e, mentre nei paesi vicini il contagio continuò per tutto agosto, a Camposampiero l’epidemia terminò con il luglio di quell’anno.